CORO

Quanto è bello sapere che nel corso dei secoli, giovani credenti e persino bambini devoti hanno dato gloria a Dio. Tutto ciò ovviamente ha rallegrato sempre il cuore di Dio. Giustamente quindi il salmista poté affermare: “Dalla bocca dei bambini e dei lattanti tu hai stabilito la lode a motivo dei tuoi nemici, per far tacere il nemico e il vendicatore” (Salmo 8,2). A conferma di ciò, nella Parola di Dio ci sono diversi esempi di giovani adoratori i quali glorificarono Iddio con la loro testimonianza e il loro esempio.Uno dei più importanti riguarda il profeta Samuele. Egli fin da piccolo imparò a servire Iddio e lo fece mostrando fedeltà e zelo (1 Samuele 2,18) e i risultati si vedevano. Quel ragazzo nutriva per il Creatore un amore sincero e devoto. Per questo motivo in 1Samuele 2,26 troviamo scritto: “Intanto il fanciullo Samuele cresceva in statura e nel favore dell’Eterno e degli uomini”. Bambini, fanciulli che provano grande diletto nel servire l’Onnipotente!Samuele però non è la sola testimonianza biblica riguardante giovani che dedicano la loro vita al servizio di Dio. La principale di esse la troviamo infatti proprio nel nuovo testamento e riguarda addirittura il Salvatore! Già all’inizio del secondo capitolo del vangelo di Luca viene detto che il Cristo cresceva, si fortificava nello spirito e in sapienza (Luca 2,40). Il che fa capire come il Messia desiderava aumentare la sua conoscenza riguardo a Dio e alla sua volontà e ci teneva a mantenere davanti al Padre celeste una condotta santa e irreprensibile.Una prova di quanto sostengo la possiamo trovare nel vangelo di Luca. Nel secondo capitolo si parla proprio della venuta a Gerusalemme della famiglia di Gesù. Ebbene è davvero indicativo il comportamento avuto dal Signore: “Or i suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. E, quando egli compì dodici anni, essi salirono a Gerusalemme, secondo l’usanza della festa. Terminati quei giorni, mentre essi ritornavano, il fanciullo Gesù rimase in Gerusalemme; ma Giuseppe e sua madre non lo sapevano. Supponendo che egli fosse nella comitiva, essi fecero una giornata di cammino, poi si misero a cercarlo fra i parenti e i conoscenti; e, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme in cerca di lui. E avvenne che, tre giorni dopo, lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, intento ad ascoltarli e a far loro domande. E tutti quelli che l’udivano, stupivano della sua intelligenza e delle sue risposte. E, quando essi lo videro, rimasero stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo!». Ma egli disse loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” (Luca 2,41-49).In questo brano si parla di un Gesù dodicenne che serve con zelo Iddio, testimoniando la verità della Parola del Signore a dottori e conoscitori della legge mosaica. All’epoca il Salvatore anche se era molto giovane, secondo quanto leggiamo nel vangelo di Luca, provava già grande piacere e gioia nel lodare Iddio e nel glorificarlo sia a parole che con la sua condotta. Egli fin dall’inizio è cresciuto con il timore di Yahvé nel cuore facendo somma attenzione a non deviare mai i “suoi passi” dal giusto sentiero. Quale testimonianza per i giovani d’oggi!Si, parliamo proprio di testimonianza, perché è questo che il mondo senza Dio ha bisogno di ricevere. Di vedere. Esso è stanco di sentire parole a destra e a manca. Vuole vedere i fatti. Cristiani che invece di “dimostrare” di essere tali a parole, devono provarlo con i fatti. Con il loro comportamento e i giovani credenti non sono certo esonerati da ciò.Per questo motivo molti increduli rimangono colpiti quando credenti in Cristo dimostrano di essere tali con le loro azioni e in generale con la loro vita. Quanto è bello quando giovani cristiani si comportano santamente davanti a Dio e agli uomini. Operando con giustizia, davvero dimostrano di appartenere a Dio. Non solo, così facendo spingono anche altri a glorificarlo riconoscendo che vi è un Creatore vivente in quei giovani cristiani. Un Creatore al quale devono onore e gloria!Ogni credente e quindi anche i giovani devono capire, rendersi conto dell’importanza di una sana testimonianza. Il peso che una condotta irreprensibile ha nell’annuncio del vangelo. Il giovane credente prima che con le parole deve dimostrare di appartenere a Dio con le sue azioni. Al prossimo interessano i fatti e non le chiacchiere. Parlare è facile, ma quello che conta è agire in conformità alle leggi di Dio.Il miglior modo di annunciare l’evangelo è proprio questo. Non vi sono dubbi a riguardo. Il messaggio della “Buona notizia” cambia la vita delle persone. Ed è proprio questo che vogliono notare gli ascoltatori. Vedere una persona cambiata dall’amore di Dio. Costatare che quello che dice l’evangelizzatore si sia adempiuto prima di tutto sulla sua persona. Il cristiano quando annuncia l’evangelo, fra le altre cose, afferma che esso è potenza di Dio per chiunque crede (1Corinzi 1,24).Si, una forza in grado di mutare l’esistenza delle persone. Per questo motivo chi ascolta vuole vedere ciò, prima di tutto nel cristiano che gli parla. La nostra vita è stata realmente trasformata dal vangelo? In caso contrario cosa pretendiamo di portare agli altri? A coloro che non conoscono ancora il Salvatore? Difendere la veracità del messaggio della “Buona notizia” è compito di ogni credente, e quindi pure dei giovani cristiani. Per questo motivo l’apostolo Pietro esorta i lettori della sua epistola con queste parole: “anzi santificate il Signore Dio nei vostri cuori e siate sempre pronti a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domandi spiegazione della speranza che è in voi con mansuetudine e timore” (1Pietro 3,15).Essere sempre pronti! Questo è il messaggio che “l’apostolo dei giudei” vuole trasmettere pure ai credenti giovani. Si, essere pronti a onorare il messaggio del vangelo dovunque e con chiunque senza farsi vincere dalla paura. Nel libro di Apocalisse, proprio alla fine, viene detto che per i codardi impenitenti vi è un solo destino: lo stagno di fuoco e di zolfo, la geenna (Apocalisse 21,8). Per questo Iddio nel Salmo sprona il suo servitore con tali parole: “Spera fermamente nell’Eterno; sii forte, si rinfranchi il tuo cuore; spera fermamente nell’Eterno” (Salmo 27,14).Amen! Non sono i tiepidi e i ritrosi a godere del favore di Dio, ma come dice il vangelo di Matteo: “E dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti lo rapiscono” (Matteo 11,12). L’Onnipotente ama essere servito da un popolo che sprezzante del pericolo, sapendo in chi ha confidato, tira avanti senza paura combattendo il buon combattimento della fede (1Timoteo 6,12) fino all’ultimo (2Timoteo 4,7).Ogni credente, e quindi anche quelli giovani, devono rendersi conto che possono subire grandi persecuzioni a causa del messaggio evangelico. Tanti cristiani, in passato come oggi, subiscono grandi persecuzioni e molti sono morti per il Signore Gesù Cristo ed è per tale motivo che è necessario, come fa comprendere chiaramente sia il Salvatore che Paolo, avere coraggio e zelo.

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